Nel Mezzo del cammin
Installazione interattiva con sensori di presenza
Nel mezzo del cammin è un’installazione interattiva che utilizza sensori di presenza e un sistema luminoso programmato per guidare il visitatore all’interno del percorso espositivo.
La luce non è solo elemento scenico, ma vero e proprio dispositivo narrativo: accompagna il pubblico lungo la mostra, attivandosi in risposta al movimento e alla presenza del corpo nello spazio.
Il progetto
L’installazione nasce come rilettura contemporanea della Divina Commedia, in cui il viaggio dantesco diventa esperienza fisica, percettiva e personale.
Il visitatore non osserva semplicemente le opere, ma le attraversa, seguendo una luce che si accende progressivamente, suggerendo direzioni, soste e passaggi.
Il percorso luminoso è stato realizzato attraverso un algoritmo progettato appositamente per un circuito elettrico:
la luce iniziale è Virgilio, guida razionale;
segue poi la figura femminile della Commedia, presenza simbolica e intuitiva;
infine, il cammino conduce verso un punto conclusivo di riflessione.
Tecnologia e immagine
Lungo il percorso erano presenti miei autoritratti e immagini a carattere bucolico, che dialogavano con il testo dantesco senza illustrarlo in modo letterale.
La tecnologia non era pensata come spettacolo, ma come strumento di conoscenza: un mezzo per interrogare il rapporto tra guida esterna e ricerca interiore.
La domanda che attraversa il progetto è semplice e radicale:
la tecnologia può accompagnarci a conoscere noi stessi?
Il percorso si concludeva con uno specchio che si illuminava al passaggio del visitatore, restituendo l’immagine di chi guarda come ultimo approdo del viaggio.
Contesti espositivi
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2006 – Corrente, Palazzo del Taja, Buonconvento (Siena)
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2007 – Sarteano (Siena)
Nota sull’archivio
Le immagini delle installazioni realizzate nel 2006 e nel 2007 sono andate in gran parte perdute a causa della rottura di un hard disk.
Le fotografie e i materiali visivi qui presentati costituiscono ciò che resta dell’archivio originale e fanno parte integrante della storia del progetto.
La perdita dei dati diventa così parte del lavoro stesso: traccia di una ricerca tecnologica condotta in anni in cui la conservazione digitale era fragile quanto l’esperienza che intendeva documentare.
Riferimenti e ispirazioni
Il progetto è stato profondamente influenzato dalle mie visite e dallo studio delle installazioni interattive di Studio Azzurro, in particolare per l’uso della tecnologia come ambiente sensibile e relazionale, capace di reagire alla presenza umana.
Testo critico
Nel mezzo del cammin anticipa con lucidità una questione che oggi appare centrale: il rapporto tra tecnologia e conoscenza di sé.
L’uso dei sensori di presenza non è funzionale all’interattività fine a se stessa, ma costruisce un’esperienza di attraversamento in cui il corpo diventa misura del senso. La luce guida, attende, risponde, trasformandosi in una figura simbolica che accompagna il visitatore lungo un percorso ispirato alla Divina Commedia, senza mai illustrarla letteralmente.
L’opera mette in scena una soglia: tra guida esterna e responsabilità individuale, tra algoritmo e coscienza.
La tecnologia non risolve il cammino, lo rende visibile. E nel momento conclusivo, quando lo specchio si illumina, il viaggio si chiude restituendo allo spettatore la propria immagine come ultima domanda aperta.
In questo lavoro, la tecnologia non promette salvezza né controllo: invita a sostare, a riconoscersi, a scegliere.
Aurelian T. G. Intellis
Fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza
Inferno

Caronte
Dante Alighieri


Dannato 1
Dannato 2
Collezione Privata Salcheto Srl Montepulciano Siena



Purgatorio

Virgilio


Virgilio 2
Beatrice



Paradiso


Istallazione
Queste sono le uniche immagini rimaste delle istallazioni che sono state presentate durante la terza edizione di Corrente 2006 e di Sarteano Arte 2007








