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Contact Mostra Università Siena Vanessa Rusci

Contact

Milano, 2007
Installazione fotografica interattiva | Arte relazionale

Vanessa Rusci – ricerca sulla comunicazione e sull’impossibilità del contatto reale

Contact è un progetto fotografico e installativo realizzato a Milano nel 2007, nato da un’esperienza diretta di incontro con persone senza dimora e membri della comunità rom.

Il lavoro indaga un tema semplice e allo stesso tempo radicale: l’impossibilità di una comunicazione pienamente razionale tra realtà profondamente differenti.

Ci si incontra.
Ci si guarda.
Si crede di comprendere.

Ma comprendere davvero è un’altra cosa.

L’intelletto da solo non basta. Il pregiudizio filtra, deforma, semplifica.
Solo attraverso empatia, ascolto e disponibilità interiore è possibile avvicinarsi all’esperienza dell’altro.

L’installazione traduce questo problema in un’esperienza fisica.

Grandi fotografie sono stampate su pannelli e ricoperte da numerosi strati di nylon trasparente. Lo spettatore è invitato ad avvicinarsi e a cercare di “liberare” le immagini, tentando di vedere oltre l’ostacolo.

Quando finalmente riesce a scoprire le fotografie, accade però qualcosa di inatteso: le immagini risultano troppo grandi per essere comprese da vicino, sfuocate, frammentate, quasi pixelate.

Per poterle vedere è necessario allontanarsi di nuovo.

L’opera diventa così un esercizio percettivo:
un movimento continuo tra avvicinamento e distanza, tra desiderio di capire e impossibilità di farlo completamente.

Guardare diventa un allenamento all’incontro.

Un processo che richiede tempo, distanza, riflessione.

Il progetto è stato realizzato e presentato a Milano nel 2007 all’interno della rassegna Spazi in cerca di Autore, finanziata dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e dall’Università di Siena.

Nel 2014 il lavoro è stato selezionato dal collettivo internazionale See.me per il contest Exposure NY, entrando tra le opere presentate durante la manifestazione.

Contact è inoltre strettamente collegato alla performance urbana Barboni, realizzata in Piazza Duomo a Milano, dove il tema dell’esposizione pubblica e della vulnerabilità sociale veniva ulteriormente radicalizzato.

Oggi restano le immagini e la traccia di un’esperienza che ha segnato profondamente la ricerca di Vanessa Rusci sulla memoria, sullo sguardo e sulla responsabilità dell’incontro.

Sguardo, distanza, responsabilità

Riletta oggi, 2024, Contact si inserisce in una linea di ricerca che attraversa diversi lavori dell’artista: la relazione tra immagine, percezione e responsabilità dello sguardo.

Se opere come Media # analizzano i meccanismi con cui i media catturano e deviano l’attenzione, Contact affronta un’altra dimensione della visione: la difficoltà di vedere davvero l’altro senza filtri culturali e sociali.

L’installazione mette in scena un paradosso percettivo.
Per comprendere un’immagine bisogna avvicinarsi.
Per vederla davvero bisogna invece allontanarsi.

Tra queste due posizioni si apre uno spazio di consapevolezza, dove lo spettatore è chiamato a interrogare il proprio modo di guardare.

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