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Sacrificio di Isacco
Giovanni Antonio Galli - detto Spadarino

Allucinazione:  quando l'intelligenza artificiale sbaglia!

Violenza, filtri e deriva stilistica

Questa animazione ha rivelato un livello di complessità diverso rispetto ad altre opere del progetto. Il problema non è stato solo formale, ma anche linguistico e narrativo.

Nel tentativo di descrivere correttamente la scena biblica, l’uso di termini come uccisione del figlio, sacrificio, lama o coltello ha attivato filtri di moderazione presenti in molte piattaforme generative. È un comportamento plausibile: i modelli di video e immagine sono spesso integrati con sistemi di sicurezza che intercettano parole associate a violenza esplicita, anche quando il contesto è storico, religioso o artistico.

Per poter procedere è stato necessario riformulare il prompt, spostando l’attenzione dalla violenza dell’atto alla tensione del gesto, dall’arma al conflitto interiore, dalla “uccisione” all’“interruzione improvvisa”. Eliminare termini come lama o coltello non significa alterare la storia, ma adattare il linguaggio alle regole implicite del sistema.

Un secondo problema è emerso con le ali dell’angelo. In alcune generazioni, le ali risultavano deformate, sovradimensionate o instabili, come se il modello faticasse a integrare correttamente un elemento soprannaturale in una composizione fortemente caravaggesca. In altre versioni, la luce drammatica veniva reinterpretata in modo eccessivamente spettacolare.

A un certo punto del processo, si è verificata un’allucinazione inattesa: la scena è stata trasformata in uno stile anime/manga, con linee più marcate, volti stilizzati e un’estetica quasi illustrativa. Questo slittamento può essere spiegato come effetto di associazioni latenti: parole come dramatic, supernatural light, sacred tension possono attivare cluster visivi legati all’animazione contemporanea, specialmente quando il modello tenta di enfatizzare il pathos.

Non si tratta di un errore “casuale”, ma di una deriva stilistica generata da correlazioni statistiche. Il sistema non conosce la differenza tra dramma barocco e dramma illustrativo; sceglie la soluzione visivamente più probabile rispetto alle parole fornite.

Questa animazione mostra dunque due limiti strutturali:
la difficoltà nel gestire contenuti narrativi associati alla violenza, anche in contesti storico-artistici;
la tendenza a reinterpretare elementi soprannaturali attraverso estetiche contemporanee.

Il risultato finale è frutto di una lunga mediazione linguistica e stilistica. Non è una semplice animazione, ma la documentazione di una negoziazione continua tra iconografia seicentesca e modelli generativi del XXI secolo.

Violence, Filters, and Stylistic DriftThis animation revealed a different level of complexity compared to other works in the project. The difficulty was not only visual but also linguistic and narrative.

When attempting to describe the biblical episode accurately, terms such as killing of the son, sacrifice, blade, or knife triggered content moderation filters in several generative platforms. This behavior is plausible: most image and video models are integrated with safety layers designed to detect potentially violent language, even when the context is historical, religious, or artistic.

To move forward, the prompt had to be reformulated. The focus shifted from the act of violence to the suspended gesture, from the weapon to the inner conflict, from “killing” to “interruption.” Removing words like blade or knife did not alter the narrative meaning; it adapted the language to the implicit constraints of the system.

A second issue emerged with the angel’s wings. In some generations, the wings appeared distorted, oversized, or unstable, suggesting difficulty in integrating a supernatural element within a strongly Caravaggesque composition. In other versions, the dramatic lighting was exaggerated into something overly theatrical.

At one stage, a striking hallucination occurred: the scene shifted toward an anime or manga aesthetic, with sharper outlines, stylized faces, and a graphic quality closer to contemporary illustration. This stylistic drift can plausibly be linked to latent associations within the model. Words such as dramatic, supernatural light, or sacred tension may activate visual clusters related to animated storytelling, especially when the system attempts to intensify emotional impact.

This was not a random glitch but a statistical stylistic deviation. The model does not distinguish between Baroque drama and illustrated drama; it selects what appears most visually probable given the prompt.

The animation therefore exposes two structural limits:
the difficulty of handling narratives associated with violence, even in historical-artistic contexts;
the tendency to reinterpret supernatural elements through contemporary visual aesthetics.

The final result is the outcome of sustained linguistic and stylistic negotiation. It is not merely an animation, but a document of mediation between seventeenth-century iconography and twenty-first-century generative systems.

Questo lavoro è stato realizzato dall'artista Vanessa Rusci che ricerca sull'impatto delle nuove tecnologie sulla società contemporanea.

Per maggiori informazioni su questo progetto clicca sul seguente link:

This work was created by artist Vanessa Rusci, whose research focuses on the impact of new technologies on contemporary society.

For more information about this project, please click the following link:

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